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Piano Triennale dell'Offerta Formativa

  • Cosa sono il P.O.F. e il P.T.O.F.

Il Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) è il documento che presenta l’insieme dei servizi offerti dalla scuola, le scelte educative, i percorsi didattici, le soluzioni organizzative e operative adottate, le procedure di valutazione dell’offerta e dei risultati ottenuti.

Rispetto alla struttura e alle modalità di elaborazione del P.O.F. la legge 107/2015 ha introdotto il P.T.O.F. con queste sostanziali modifiche:

  1. A partire dall’a.s. 2016/17 il P.O.F. diventa triennale (ma può essere rivisto annualmente) e dunque P.T.O.F. e va definito entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento.
  2. Diversamente da quanto previsto dal T.U. 297/1994 e dal DPR 275/1999, è il Dirigente Scolastico, mediante l’emanazione di un Atto di Indirizzo  a definire gli obiettivi e finalità del Piano, il piano viene poi elaborato dal Collegio dei Docenti e approvato dal Consiglio di Istituto.
  3. Il P.T.O.F. tiene conto delle previsionei dell’art. 1, c. 7 della Legge 107, in particolare per quanto riguarda il potenziamento delle competenze linguistiche, logico-matematiche, scientifiche, lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica, l’alfabetizzazione all’arte, il potenziamento delle discipline motorie, lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica, i percorsi dell’alternanza scuola – lavoro per gli Istituti di Secondaria di Secondo Grado.
  4. Il P.T.O.F. deve, inoltre, contenere i piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche, individuati dopo una compiuta analisi del Rapporto di Autovalutazione (RAV), utilizzandone i dati e operando le necessarie scelte.

Oltre a quanto elencato in precedenza, nel Piano triennale dell’Offerta Formativa devono essere indicati anche:

  • il fabbisogno di posti comuni e di sostegno, sulla base del monte orario degli insegnamenti,con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga;
  • il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa;
  • il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario;
  • il fabbisogno di infrastrutture e attrezzature materiali.

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