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   POF 

ISTITUTO COMPRENSIVO BITTI

 Anno scolastico 2006/2007

Comenius project

   

BACHECA INFORMAZIONE Da:

 agenzia per le Onlus

NOVEMBRE 2006

      "You and me" ( Articolo riportato -di proprietà del sito- http://www.progettoceas.it/scuola/)
 

 

Il progetto Comenius, di cui è fatto promotore Istituto Comprensivo "Bitti", Bitti (NU), si focalizza sulle caratteristiche comuni e sulle differenze tra gli alunni, le scuola, le città e i Paese del partenariato. Nell'arco di un triennio "You and Me" si propone di inserire nelle esperienze di apprendimento una decisa dimensione internazionale attraverso lo scambio di materiali prodotti per la maggior parte dagli studenti, gli incontri regolari di progettazione con il personale delle scuole gemellate, e momenti di pubblicizzazione attraverso mostre ed i mezzi di informazione mediatica…Massimo Acciai

Abbiamo scovato questo progetto Comenius, tra i molti ancora in corso, e ci è sembrato interessante proporlo come esempio di uso di strumenti informatici per lo scambio e la condivisione di culture diverse tra l'Istituto Comprensivo "Bitti", Bitti (NU) - promotore dell'esperienza - e le scuole partners europee. Abbiamo chiesto quindi al dirigente scolastico, prof.ssa Innocenza Giannasi, di raccontarci il progetto; cosa che ha fatto con molta chiarezza, esaustività e cortesia.

Com'è nato il progetto?


Come docente di lingua inglese ho accompagnato per dieci anni gruppi di studenti per la frequenza di corsi estivi nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Successivamente, ho condotto due gemellaggi all'interno del progetto LINGUA: tra l'IPSIA di Nuoro ed un istituto superiore di Belfast nel 1995 e tra il liceo classico "G. Asproni" di Nuoro ed un liceo di Jarvenpaa in Finlandia nel 1999, verificando il tipo di conoscenze linguistiche necessarie ai ragazzi per affrontare una full immersion focalizzata sulla produzione di specifici obiettivi e materiali, e, allo stesso tempo gli sforzi ed i successi di tutti, e sottolineo tutti, gli studenti coinvolti: perché questo genere di esperienze coinvolge totalmente, nella mente e nelle emozioni.
Diventata preside dell'istituto comprensivo di una paese delle montagne del nuorese, ho continuato ad avere un occhio di riguardo verso l'insegnamento e l'apprendimento delle lingue straniere, che io intendo come lo strumento per eccellenza della conoscenza e della comprensione dell'"altro", della sua cultura, e, quindi, del suo modo di essere e di vedere il mondo.
Così, se da un lato ho stimolato i docenti all'apprendimento e all'insegnamento sistematico della lingua sarda nella sua variante locale - affinché si abbia consapevolezza ed orgoglio delle proprie radici - ho voluto creare le condizioni per un'esperienza internazionale per alunni ed insegnanti.Nel 2004 inviai la mia candidatura ad un seminario di contatto organizzato all'interno del progetto COMENIUS 1 per la ricerca di scuole partner, che si svolse nel novembre dello stesso anno ad Alden Bilsen, in Belgio.
Furono 4 giorni intensi, di attività di studio, ma anche apparentemente ludiche (segno di grande competenza didattica degli organizzatori fiamminghi), tese alla reciproca conoscenza dei docenti e
capi d'istituto delle scuole dei vari Paesi presenti.
Simpatizzai subito con le rappresentanti (tutte donne anche in quell'occasione) di quattro scuole:

- Gemeentelijke basisschool Dijkstein  (2860 Sint-Katelijne-Waver, Belgio) www.dijkstein.be
-Zaklada Skola (84 102 Bratislava, Slovacchia) www.zssok.sk
- Primary school 13 (40 - 214 Katovice, Polonia) trzynastka@pro.onrt.pl
-Roxeth Manor Middle School (H A 9 A G South Harrow, Regno Unito)
www.roxethmanorschool.co.uk
Tra le altre cose, constatammo che tutte le nostre scuole presentavano un numero talvolta elevato di studenti provenienti da altri Paesi e questo dato ci spinse ad enfatizzare l'importanza del conoscersi e comunicare, del rilevare le differenze e le somiglianze, quando non l'identità di comportamenti.
Tornai a scuola con il progetto scolastico SOCRATES Comenius 1 - Partenariati scolastici "You and me" formulato in lingua inglese, concordato e steso in tutti i dettagli con i colleghi di altre quattro scuole. Inviai la candidatura per il finanziamento, che ottenemmo. 

Il titolo del progetto voleva rendere immediatamente il desiderio di conoscersi e comunicare.
L'intento condiviso era quello di  sviluppare il senso di appartenenza ad una comunità che può avere diversi livelli, locale, nazionale ed europeo. Volevamo farlo attraverso attività esplicitamente mirate a promuovere l'educazione interculturale e l'acquisizione di lingue straniere tra docenti e studenti, ma anche puntando sulla consapevolezza dell'educazione e della cultura europea nella comunità più vasta, a cominciare dai genitori per arrivare alle autorità educative locali e ai mezzi di comunicazione.

E' un progetto già concluso?

No, si tratta di un progetto triennale alla seconda annualità. Nel novembre 2005 la nostra scuola ha organizzato il primo incontro di progetto ed ospitato 10 docenti ed un capo d'istituto provenienti dalle scuole partner. Abbiamo, quindi, dato noi l'impostazione agli incontri di progetto, poi ripresa dai nostri partner: ingresso degli insegnanti stranieri nelle classi e contatto diretto con gli alunni che pongono domande in inglese; incontri con i genitori; incontri formali con il personale della scuola e domande reciproche sugli orari di lavoro, le regole vigenti all'interno delle scuole, la presenza di disabili, le fonti di finanziamento per gli istituti scolastici, i rapporti con gli enti locali e le famiglie.
Tuttavia, un aspetto al quale teniamo e che è stato ripreso dalle altre scuole è il coinvolgimento delle istituzioni e l'ormai rituale incontro con il sindaco del luogo ospitante, in un riconoscimento dell'importanza della scuola quale artefice della reale costruzione della cittadinanza europea, basata sullo sforzo quotidiano di condividere obiettivi e metodi.
Nel maggio 2006 abbiamo partecipato all'incontro di progetto a Sint-Katelijne-Waver in Belgio e io e due delle insegnanti che portano avanti il progetto siamo appena rientrate dall'incontro di Bratislava. Nella prima metà del mese di novembre sarà allestita una mostra fotografica sull'incontro di progetto e sui materiali prodotti e scambiati tra gli allievi delle scuole protagoniste di "You and Me".
Per il maggio 2007 è previsto l'incontro a Katovice, in Polonia, al quale seguirà quello a Londra, in autunno. Il progetto si concluderà con la riunione dei docenti e capi d'istituto delle scuole partecipanti in Belgio, Paese dell'istituto capofila.

Qual è la metodologia usata?

Nell'arco di tre anni le attività gravitano intorno al mondo dello studente, partendo dalla cerchia familiare, proseguendo attraverso lo studio delle rispettive scuole e pervenendo all'analisi del proprio paese e del territorio circostante.
Gli studenti analizzano temi concordati, acquisiscono in inglese il lessico base relativo a tali temi, imparano canti delle scuole partner che gli studenti stranieri hanno registrato ed inviato, elaborano e
compilano questionari relativi alla loro esperienza dei temi scelti; i dati vengono tabulati e trasformati in grafici, che costituiscono una piccola indagine sulla situazione giovanile nella "nostra" Europa. Inoltre, gli alunni scambiano lettere, fotografie, biglietti di auguri, oggetti e materiali da loro prodotti, per il tramite della posta tradizionale o di quella elettronica. A supporto della comunicazione, della discussione di idee e degli scambi di materiali ed informazioni sono costantemente usate le tecnologie informatiche; insieme con gli incontri di progetto servono ad rafforzare la cooperazione ed il nostro senso di unità e parità, in modo da assicurare lo sviluppo di mutuo rispetto all'interno del partenariato. Ciò è facilitato dalla condivisione di un progetto chiaro, costantemente aggiornato, che assegna compiti precisi ai partner e garantisce la parità di responsabilità e di contributi.
Lo strumento utilizzato per rendere conto all'interno e all'esterno del partenariato del lavoro svolto è il sito
www.dijkstein.be/youandme    

Quali sono stati i risultati alla fine dell'anno scolastico?


Lo scorso anno scolastico è stato quello in cui abbiamo ospitato noi i partner. Sì è, quindi, avuto un intenso interesse ed una viva partecipazione non solo degli studenti, del personale della scuola e delle famiglie, ma di tutto il territorio, poiché l'ospitalità ha voluto coinvolgere anche i paesi vicini. L'attività è stata pubblicizzata, inoltre, sui giornali locali.
Se da un lato gli alunni chiedono che la scuola organizzi uno scambio di classe, va rimarcato che dall'altro lato qualche insegnante delle scuole partner è ritornato per trascorrere le vacanze estive in Sardegna ed i contatti sono continuati a livello amichevole e non solo istituzionale. Inoltre, una delle docenti straniere ha ottenuto dalla propria Agenzia nazionale il finanziamento per inserirsi per una settimana nella nostra scuola come docente e l'attendiamo per il prossimo mese di maggio.

Il progetto proseguirà anche per il futuro? Con le stesse modalità?


Le modalità possono essere perfezionate, ma nell'insieme si sono rivelate adeguate. Lo scorso anno scolastico non siamo riusciti a realizzare un videocollegamento tra le cinque scuole partner il 9 maggio, giornata di celebrazione dell'Europa, ma contiamo di riuscirci nel 2007.
Come già detto, il progetto è triennale ed è in corso la seconda annualità. Sta proseguendo molto bene e nessuno di noi pensa di interromperlo.
E' un sistema che fa sì che docenti provenienti da realtà diverse vivano insieme per 5 giorni e discutano quanto vedono confrontando le proprie esperienze, insieme visitino la scuola ospitante ed il territorio, parlino con gli allievi, concordino il lavoro da svolgere nei mesi successivi e le modalità di verifica dello stesso, tornino nelle proprie scuole, scambino i materiali prodotti e li pubblichino su un sito informatico che tutti possono visitare e del quale gli alunni si sentano gli attori.
Sono fermamente convinta che questo sia lo strumento migliore per creare una rete scolastica europea condivisa, nella quale formarsi e crescere professionalmente e come persone che sono contemporaneamente cittadini di più comunità, quella locale, quella nazionale e quella internazionale.

http://www.progettoceas.it/scuola/