Abbiamo scovato questo progetto
Comenius, tra i
molti ancora in corso, e ci è sembrato interessante proporlo come esempio
di uso di strumenti informatici per lo scambio e la condivisione di
culture diverse tra l'Istituto
Comprensivo "Bitti",
Bitti (NU) - promotore dell'esperienza - e le scuole
partners europee. Abbiamo chiesto quindi al dirigente scolastico,
prof.ssa Innocenza Giannasi, di raccontarci il progetto; cosa che
ha fatto con molta chiarezza, esaustività e cortesia.
Com'è nato il progetto?
Come
docente di lingua inglese ho accompagnato per dieci anni gruppi di
studenti per la frequenza di corsi estivi nel Regno Unito e negli Stati
Uniti. Successivamente, ho condotto due gemellaggi all'interno del
progetto LINGUA: tra l'IPSIA di Nuoro ed un istituto superiore di Belfast
nel 1995 e tra il liceo classico "G. Asproni" di Nuoro ed un liceo di
Jarvenpaa in Finlandia nel 1999, verificando il tipo di conoscenze
linguistiche necessarie ai ragazzi per affrontare una full immersion
focalizzata sulla produzione di specifici obiettivi e materiali, e, allo
stesso tempo gli sforzi ed i successi di tutti, e sottolineo tutti, gli
studenti coinvolti: perché questo genere di esperienze coinvolge
totalmente, nella mente e nelle emozioni.
Diventata preside dell'istituto comprensivo di una paese delle montagne
del nuorese, ho continuato ad avere un occhio di riguardo verso
l'insegnamento e l'apprendimento delle lingue straniere, che io intendo
come lo strumento per eccellenza
della conoscenza e della comprensione dell'"altro", della sua
cultura, e, quindi, del suo modo di essere e di vedere il mondo.
Così, se da un lato ho stimolato i docenti all'apprendimento e
all'insegnamento sistematico della lingua sarda nella sua
variante locale - affinché si abbia consapevolezza ed orgoglio delle
proprie radici - ho voluto creare le condizioni per un'esperienza
internazionale per alunni ed insegnanti.Nel 2004 inviai la mia candidatura
ad un seminario di contatto organizzato all'interno del progetto
COMENIUS 1 per la ricerca di scuole partner, che si svolse nel
novembre dello stesso anno ad Alden Bilsen, in Belgio.
Furono 4 giorni intensi, di attività di studio, ma anche apparentemente
ludiche (segno di grande competenza didattica degli organizzatori
fiamminghi), tese alla reciproca conoscenza dei docenti e
capi
d'istituto delle scuole dei vari Paesi presenti.
Simpatizzai subito con le rappresentanti (tutte donne anche
in quell'occasione) di quattro scuole:
- Gemeentelijke
basisschool Dijkstein (2860 Sint-Katelijne-Waver, Belgio)
www.dijkstein.be
-Zaklada Skola (84 102 Bratislava,
Slovacchia)
www.zssok.sk
-
Primary school 13 (40 - 214 Katovice, Polonia)
trzynastka@pro.onrt.pl
-Roxeth Manor Middle School (H A 9 A G
South Harrow, Regno Unito)
www.roxethmanorschool.co.uk
Tra le altre cose, constatammo che tutte le nostre
scuole presentavano un numero talvolta elevato di studenti provenienti da
altri Paesi e questo dato ci spinse ad enfatizzare l'importanza del
conoscersi e comunicare, del rilevare le differenze e le somiglianze,
quando non l'identità di comportamenti.
Tornai a scuola con il progetto scolastico SOCRATES
Comenius 1 - Partenariati scolastici "You and me" formulato in
lingua inglese, concordato e steso in tutti i dettagli con i
colleghi di altre quattro scuole. Inviai la candidatura per il
finanziamento, che ottenemmo.
Il titolo del progetto voleva rendere immediatamente il
desiderio di conoscersi e comunicare.
L'intento condiviso era quello di sviluppare il senso di
appartenenza ad una comunità che può avere diversi livelli, locale,
nazionale ed europeo. Volevamo farlo attraverso attività esplicitamente
mirate a promuovere l'educazione interculturale e l'acquisizione di lingue
straniere tra docenti e studenti, ma anche puntando sulla consapevolezza
dell'educazione e della cultura europea nella comunità più vasta, a
cominciare dai genitori per arrivare alle autorità educative locali e ai
mezzi di comunicazione.
E' un progetto già concluso?
No,
si tratta di un progetto triennale alla seconda annualità.
Nel novembre 2005 la nostra scuola ha organizzato il primo incontro di
progetto ed ospitato 10 docenti ed un capo d'istituto provenienti dalle
scuole partner. Abbiamo, quindi, dato noi l'impostazione agli incontri di
progetto, poi ripresa dai nostri partner: ingresso degli insegnanti
stranieri nelle classi e contatto diretto con gli alunni che pongono
domande in inglese; incontri con i genitori; incontri formali con il
personale della scuola e domande reciproche sugli orari di lavoro, le
regole vigenti all'interno delle scuole, la presenza di disabili, le fonti
di finanziamento per gli istituti scolastici, i rapporti con gli enti
locali e le famiglie.
Tuttavia, un aspetto al quale teniamo e che è stato ripreso dalle altre
scuole è il coinvolgimento delle istituzioni e l'ormai rituale incontro
con il sindaco del luogo ospitante, in un riconoscimento dell'importanza
della scuola quale artefice della reale costruzione della cittadinanza
europea, basata sullo sforzo quotidiano di condividere obiettivi e metodi.
Nel maggio 2006 abbiamo partecipato all'incontro di progetto a
Sint-Katelijne-Waver in Belgio e io e due delle insegnanti che portano
avanti il progetto siamo appena rientrate dall'incontro di Bratislava.
Nella prima metà del mese di novembre sarà allestita una mostra
fotografica sull'incontro di progetto e sui materiali prodotti e scambiati
tra gli allievi delle scuole protagoniste di "You and Me".
Per il maggio 2007 è previsto l'incontro a Katovice, in Polonia, al quale
seguirà quello a Londra, in autunno. Il progetto si concluderà con la
riunione dei docenti e capi d'istituto delle scuole partecipanti in
Belgio, Paese dell'istituto capofila.
Qual
è la metodologia usata?
Nell'arco di tre anni le attività gravitano intorno al mondo
dello studente, partendo dalla cerchia familiare, proseguendo attraverso
lo studio delle rispettive scuole e pervenendo all'analisi del proprio
paese e del territorio circostante.
Gli studenti analizzano temi concordati, acquisiscono in inglese il
lessico base relativo a tali temi, imparano canti delle scuole partner che
gli studenti stranieri hanno registrato ed inviato, elaborano e
compilano questionari relativi alla loro esperienza dei temi scelti; i
dati vengono tabulati e trasformati in grafici, che costituiscono una
piccola indagine sulla situazione giovanile nella "nostra" Europa.
Inoltre, gli alunni scambiano lettere, fotografie, biglietti di auguri,
oggetti e materiali da loro prodotti, per il tramite della posta
tradizionale o di quella elettronica. A supporto della comunicazione, della discussione di idee e degli scambi
di materiali ed informazioni sono costantemente usate le
tecnologie informatiche; insieme con gli incontri di progetto
servono ad rafforzare la cooperazione ed il nostro senso di unità e
parità, in modo da assicurare lo sviluppo di mutuo rispetto all'interno
del partenariato. Ciò è facilitato dalla condivisione di un progetto
chiaro, costantemente aggiornato, che assegna compiti precisi ai
partner e garantisce la parità di responsabilità e di contributi.
Lo strumento utilizzato per rendere conto all'interno e all'esterno del
partenariato del lavoro svolto è il sito
www.dijkstein.be/youandme.
Quali sono stati i risultati alla fine
dell'anno scolastico?
Lo scorso anno scolastico è
stato quello in cui abbiamo ospitato noi i partner. Sì è, quindi, avuto un
intenso interesse ed una viva partecipazione non solo degli studenti, del
personale della scuola e delle famiglie, ma di tutto il territorio, poiché
l'ospitalità ha voluto coinvolgere anche i paesi vicini. L'attività è
stata pubblicizzata, inoltre, sui giornali locali.
Se da un lato gli alunni chiedono che la scuola organizzi uno scambio di
classe, va rimarcato che dall'altro lato qualche insegnante delle scuole
partner è ritornato per trascorrere le vacanze estive in Sardegna ed i
contatti sono continuati a livello amichevole e non solo istituzionale.
Inoltre, una delle docenti straniere ha ottenuto dalla propria Agenzia
nazionale il finanziamento per inserirsi per una settimana nella nostra
scuola come docente e l'attendiamo per il prossimo mese di maggio.
Il progetto proseguirà anche per il futuro?
Con le stesse modalità?
Le modalità possono essere perfezionate, ma nell'insieme si sono rivelate
adeguate. Lo scorso anno scolastico non siamo riusciti a realizzare un
videocollegamento tra le cinque scuole partner il 9
maggio, giornata di celebrazione dell'Europa, ma contiamo
di riuscirci nel 2007.
Come già detto, il progetto è triennale ed è in corso la seconda
annualità. Sta proseguendo molto bene e nessuno di noi pensa di
interromperlo.
E' un sistema che fa sì che docenti provenienti da realtà diverse vivano
insieme per 5 giorni e discutano quanto vedono confrontando le proprie
esperienze, insieme visitino la scuola ospitante ed il territorio, parlino
con gli allievi, concordino il lavoro da svolgere nei mesi successivi e le
modalità di verifica dello stesso, tornino nelle proprie scuole, scambino
i materiali prodotti e li pubblichino su un sito informatico che tutti
possono visitare e del quale gli alunni si sentano gli attori.
Sono fermamente convinta che questo sia lo strumento migliore per creare
una rete scolastica europea condivisa, nella quale formarsi e crescere
professionalmente e come persone che sono contemporaneamente cittadini di
più comunità, quella locale, quella nazionale e quella internazionale.
http://www.progettoceas.it/scuola/